Kythira, l’entroterra

Kythira
kythera_allL’entroterra di Kythira è pieno di sorprese, forse la più impressionante di tutte sono le cascate vicine a Milopotamos, ma ci sono anche un sacco di altre cose da vedere e visitare. Una cosa è sicura: a Kythira c’è qualcosa di interessante per tutti 🙂

KythiraKythiraDirigendosi a Nord dalla Chora in direzione Livadi, incontriamo questo monastero sulla destra. Non siamo riusciti a saperne il nome, pare che sull’isola sia tradizione costruire piccoli monasteri e chiese private e questo semplicemente sia uno dei tanti.

KythiraKythiraEntrando a Livadi, un cartello indica di girare a destra per il ponte di Katouni. Impressionante con i suoi 110 metri di lunghezza, è costruito completamente in pietra ad opera degli inglesi agli inizi del 1800.
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KythiraProseguendo dopo Livadi verso il nord, alla sinistra troviamo Karvounades, un piccolo paese dove ancora si fa il carbone con il metodo tradizionale.

Continuando si attraversa Kalokerines (Estive) un paesino che potrebbe tranquillamente essere messicano!
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KythiraDopo Kalokerines, si arriva a questo bivio, dove sinceramente mi sono fermato per capire cosa volesse dire… superato da una macchina che ha preso filata la strada a sinistra ho deciso di seguirla… dopo poche decine di metri mi sono trovato davanti allo spettacolo qui sotto!
Per fortuna che il nostro camper è mini 😉 Chi volesse però passare con un mezzo più grosso è meglio che prenda la deviazione a destra.
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Andando avanti si arriva al monastero Myrtidion che si trova in una bellissima posizione. La parte nuova non è niente di speciale, molto più interessante la vecchia chiesetta e museo con le offerte votive, che ci si può far aprire dal prete, che però non mi ha lasciato fare fotografie 🙁

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KythiraKythiraTornati sulla strada principale, sempre in direzione nord, si passa da Dokana (a destra), niente di che, se non per la curiosità del nome che è rimasto dall’italiano dogana. Questo era il punto di frontiera tra isola settentrionale e meridionale!
A sinistra si prende poi la strada che porta a Milopotamos, che non a caso significa mulino sul fiume. Il paese è carino, ma serve più che altro come punto di partenza per andare alle cascate di Fonissa e ai mulini ad acqua. Ci si può fermare al parcheggio [N 36.24239, E 22.94588] Ci sono indicazioni per i due sentieri e le distanze sono di circa 15 minuti per le cascate e un’ora per i mulini. Per i mulini c’è anche la possibilità di parcheggiare vicino al cimitero
[N 36.24664, E 22.942161] e accorciare un po’ il percorso, ma con più salita al ritorno. Indispensabili scarpe chiuse e costume 🙂
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KythiraPassato Milopotamos, proseguendo verso ovest si arriva alle rovine della fortezza di Kato Chora. Costruita a metà del 1500 dai veneziani, è rimasta abitata fino al dopoguerra. Ora sono rimaste solo rovine, ma è una piacevole passeggiata, soprattutto nel tardo pomeriggio.
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KythiraTorniamo sulla strada principale e arriviamo a Aroniadika, incontrando prima il quartiere Mastorianika e poi il paese con il caratteristico trullo colorato, sul bivio con la strada per il porto (Diakofti). Andando verso il porto a pochi chilometri troviamo il paesino Mitata. (foto sotto) Qui si possono ancora vedere i segni del grande terremoto del 1903 (7,9 Richter). Carina anche la chiesa di Agios Ioannis, ricavata in una grotta, situata vicino all’entrata del paese.
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Un chilometro a nord del bivio di Aroniadika si trova sulla destra la strada che porta alle rovine della fortezza di Paleochora. Sterrata ma in ottime condizioni, finisce in un comodo spiazzo [N 36.297211, E 22.995539] da dove bisogna proseguire a piedi per un piccolo tratto. La posizione a strapiombo sulla gola offre delle viste impressionanti.
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KythiraRiprendendo la strada principale, sempre in direzione nord, troviamo sulla sinistra una stradina che porta al grazioso monastero di Aghios Theodoros.
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KythiraKythiraAncora un po’ più a nord, sulla destra, una stradina sterrata di fianco a un officina [N 36.283642, E 22.966806] con parcheggiato questo bellissimo pullman, porta alla chiesetta di San Nikon, noto santo dei fotografi, fermata obbligatoria per tutti i seguaci! 🙂
Se volete porre omaggio, lasciate il camper nello spiazzo dell’officina e proseguite a piedi seguendo le indicazioni per circa 200 metri.

KythiraAncora un po’ di strada e si arriva a Potamos, che vuol dire fiume, ma del fiume è rimasto solo un bel ponte a ricordarne l’esistenza. Potamos è la città più numerosa dell’isola e centro del commercio. Al sabato mattina è diventato tradizione un mercatino di prodotti artigianali e piccoli produttori. Si possono assaggiare e comprare cose carine e interessanti.
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Sotto: Proseguendo ancora a nord, si arriva a Karavas, dove vale la pena di fermarsi al forno a prendere i tradizionali paximadia fatti con olio di oliva. Dei quattro forni dell’isola, è decisamente quello che ci è piaciuto di più, seguito da quello di Potamos. Il forno è stato ricavato da un vecchio oleificio ristrutturato [N 36.345658, E 22.95409]
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KythiraIn conclusione: Kythira è stata veramente una scoperta anche per noi che in teoria di Grecia ne abbiamo vista tanta. Ovviamente non siamo riusciti a vedere tutto e sono sicuro che ci siamo lasciati scappare parecchie cose interessanti, che è un ottimo sistema per avere un motivo valido per dover tornare! 😉
Qui a lato lo stato del nostro camperino dopo tutti gli sterrati di Kythira… e pensare che lo avevamo lavato prima di partire!
Colgo l’occasione per ripetere che non è una destinazione facile per i camper, soprattutto quelli di grosse dimensioni e comunque consigliabile solo a chi è molto sicuro nella guida del proprio mezzo, può capitare di dover fare manovre strane, retromarce lunghe ecc. per il resto è un’isola tutta da scoprire.


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