Grecia – Italia e ritorno via terra


map_balcans_wayQuest’anno abbiamo deciso di fare il nostro viaggetto in Italia via terra. Calcolando il costo del traghetto e i chilometri che comunque avremmo dovuto fare da Atene a Patrasso per imbarcarci e da Ancona o Trieste fino alla nostra destinazione in Piemonte, siamo arrivati alla conclusione che la spesa sarebbe stata praticamente uguale, quindi perche non approfittarne per vedere qualcosa di nuovo?

Così ci siamo messi in viaggio con il programma di fare alcune soste in Serbia e Macedonia e di attraversare la Croazia senza pernottare per evitare l’assurdo obbligo ad andare in campeggio. Come sempre, l’idea era anche di evitare le strade a pedaggio sia per i costi ormai piuttosto altini, che per vedere un po’ più di panorama e di colore locale.

Del tratto Atene-Salonicco mi occuperò nel prossimo post, mentre quella che segue è la descrizione del viaggio dai confini Greci fino a Trieste e ritorno.
Cominciamo con alcuni dati:
Nazioni attraversate: Grecia/Macedonia/Serbia/Croazia/Slovenia/Italia
Tutte hanno frontiere tra loro eccetto Slovenia e Italia. Tutte accettano la semplice carta di identità e la patente italiana.
Il varco della frontiere è sempre stato veloce e senza intoppi, prendendo al massimo dieci minuti.
Controllare che la carta verde dell’assicurazione copra tutte le nazioni in questione.
Gasolio: quello che è costato di meno, circa 1,09€ in Macedonia, mentre in Grecia, Serbia e Croazia tra gli 1,22 e 1,34 €
In tutte le nazioni ho pagato con la carta di credito senza problemi.
Le strade sono per la maggior parte in buone condizioni, alcuni tratti sono un po’ malandati, ma niente di tragico.

Chilometri percorsi: andata 1.345 – ritorno 1.448 = 2.793 km
Media di viaggio secondo il navigatore: 50,4 km/h
Consumo approssimativo: 11,7 Km/l
Costo andata e ritorno: gasolio 320€ & pedaggi 12€

Andata (Grecia – Italia): 1.345 km, 2 giorni


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Partenza con il sole dalla stazione di servizio a lato della superstrada per Evzoni all’altezza di Polykastro dove abbiamo pernottato. Sosta veloce al Lidl di Polykastro per le ultime compere.
Arriviamo presto alla frontiera e passiamo i controlli in pochi minuti. Al primo benzinaio ci fermiamo a fare il pieno, prezzo circa 1.09 se ho calcolato bene (faccio ancora fatica a crederci).
Seguiamo le indicazioni del navigatore che ci mantiene sulla superstrada fino all’uscita per Demir Kapija, svoltiamo e continuiamo sulla statale che le rimane praticamente parallela fino a Negotino dove svoltiamo per Stip e poi Sveti Nikole. Da li proseguiamo per Kumanovo dove imbocchiamo il raccordo autostradale che porta ai confini con la Serbia. Il tragitto è piacevole e a parte qualche ritardo per lavori in corso, tutto fila liscio. Macedonia, lavori in corsoLavori in corso in Macedonia.Macedonia, monumentoMacedonia, monumento appena dopo Demir Kapija Passiamo anche la frontiera Serba senza intoppi, ci fermiamo a cambiare qualche euro in valuta locale (1€ = 109 Dinari) per fare un po’ di piccola spesa più avanti e proseguiamo sul raccordo fino a Leskovac, usciamo prima dei caselli e procediamo verso Prokupije. Il tempo comincia a cambiare e in breve il cielo diventa nuvoloso, cosi cambiamo programma e decidiamo di non fare soste all’andata, sperando di trovare tempo migliore al ritorno e di proseguire verso la Croazia fino a che le forze me lo permettono. Forze che cominciano a lasciarmi poco dopo Pozega e decidiamo di fermarci a Kosjeric. Troviamo subito un parcheggio e individuiamo una “Pekara” (panetteria) vicina per la colazione dell’indomani. La notte risulta un po’ rumorosa perché dalle 4.30 del mattino passano almeno tre volte per lavare la strada e il parcheggio, ma per il resto tutto ok.
Al mattino visita veloce alla pekara, colazione e via con lo scopo di arrivare in Italia in una tirata unica.
Serbia, KosjericSerbia, Kosjeric, pernottamento vicino al fiumeSerbia, Pekara (panetteria), bakeryKosjeric, Vetrina della prima di una lunga serie di Pekare
Serbia, on the roadTradizionale chiesetta Serba, sulla strada verso ValijevoSeguiamo le indicazioni del navigatore fino a Sid, fermandoci solo per fare gasolio (intorno a 1.34€/l) e rifornimento d’acqua dalla fontanella del distributore. Attraversiamo la frontiera velocemente e imbocchiamo la strada che segue, piu o meno parallela, l’autostrada croata. Dopo pochi chilometri dietro a una curva un blocco della stradale ci fa segno di fermarci! Documenti, due chiacchiere in croatoingleseitaliano poi, con aria triste, l’agente mi fa notare il cartello del limite di velocità (50km/h) e il radar in mano al suo collega che segna 67… scoppio a ridere dicendo “nahh, non è possibile…” gli faccio capire che col mio camperino, uscire da quella curva a 67 all’ora era impossibile, sarei andato dritto… si mette a ridere anche lui facendo un gesto da “non importa, ma va più piano” e finisce li… per fortuna 🙂
La strada fino a Sisak è piacevole e senza grossi sali-scendi. I segni della guerra sono ancora evidenti, molto più che in Serbia, però l’atmosfera è rilassata. Dopo Sisak si comincia a salire e la strada diventa sempre più di montagna. Cosi, visto che in più era diventato buio e pioveva a dirotto, all’altezza di Kupjak decidiamo di entrare in autostrada per l’ultimo pezzo di Croazia. Basovizza, punto sostaIl comodo parcheggio di BasovizzaPaghiamo 6€ (in euro) fino a Rijeka (Fiume) e altri due euro per il tratto che porta ai confini con la Slovenia.
Pratiche doganali velocissime, facciamo i 30 chilometri di Slovenia che ci separano dall’Italia e ci fermiamo a Basovizza nel piccolo parcheggio vicino ai Carabinieri, in compagnia di altri due camper. Sono ormai le undici e mezza.

Ritorno (Italia – Grecia): 1.448 km, 4 giorni


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Per il ritorno abbiamo a disposizione 4 giorni e decidiamo di sfidare il maltempo e fare lo stesso qualche sosta lungo il percorso. Partiamo al mattino da Mogliano Veneto, dove ci eravamo fermati per la notte e passiamo da Basovizza verso le 10.30.
Ai confini della Croazia, scegliamo di non prendere l’autostrada per scendere a Rijeka e seguendo la segnaletica arriviamo senza problemi. Da li, sempre per evitare i pedaggi, proviamo a scendere un po’ a sud prima di risalire verso la strada che avevamo fatto all’andata. All’inizio tutto bene, ci fermiamo a fare benzina (1.22/l) e poi il pentimento: il tratto tra Hrelijin e Fuzine sembra la salita dell’Everest… bello il paesaggio, ma mai piu!
Cosi, avendo perso un sacco di tempo viaggiando per un bel pezzo in prima (!) imbocchiamo l’autostrada per evitarci l’ultimo tratto montagnoso e riguadagnare un po’ di tempo. Da Fuzine a Vrbovsko paghiamo 4 euro. Arrivati a Karlovac Croazia, on the roadCroazia, i segni dela guerra sono ancora evidenti.decidiamo di nuovo di tentare una strada diversa e invece di andare verso Sisak prendiamo la strada per Vojnic per poi scendere e costeggiare il confine con la Bosnia, prima di rimetterci in parallelo con l’autostrada. Questa volta non ci pentiamo, il tragitto è veramente bello, anche se triste per gli evidenti segni, anche qui, della guerra. Arriviamo a sera tarda al confine con la Serbia e ci fermiamo a dormire subito dopo i caselli della dogana con un paio di TIR.
Serbia, Novi SadLa famosa torre dell’orologio di Novi SadSerbia, Novi SadLa cattedrale di Novi Sad
Al mattino, pekara a Sid per colazione e ci mettiamo in strada per Novi Sad. Giretto in città e alla fortezza, poi via per Belgrado dove vorremmo fermarci a fare un giro. Il traffico ci fa passare la voglia e visto che ci eravamo già stati per una settimana qualche anno fa, preferiamo proseguire per Smederovo, dove secondo la nostra guida avremmo dovuto trovare una fortezza interessante. Arriviamo per sera, ma la fortezza, da fuori, ci delude un po’, forse anche per la stanchezza. Ci fermiamo a dormire parcheggiati lungo la strada che costeggia il Danubio in piena città, un po’ rumorosa, ma sopportabile.
Al mattino la pioggia ci scoraggia dall’andare a visitare la fortezza e ci mettiamo in movimento verso un altro castello sul fiume, che dovrebbe trovarsi pochi chilometri dopo Golubac. Il castello e la strada sono bellissimi, però anche qui il tempo non aiuta molto.
Serbia, Golubac castleIl castello di GolubacSebia, Golubac castleLa strada che attraversa il castello
Proseguiamo per arrivare a Nis, dove abbiamo programmato la sosta notturna, ma per strada un cartello che indica un museo ci incuriosisce e ci fermiamo a visitarlo. Lepenski Vir, una costruzione super moderna in mezzo alla natura, decisamente fuori dal mondo, cosi come i reperti esposti, valeva decisamente la pena di fare una sosta. L’entrata costa 400 dinari per gli adulti e 200 per i bambini fino a 15 anni.
Serbia, Lepenski VirSerbia, Lepenski VirSerbia, Lepenski VirIl museo Lepenski Vir (La porta di Ferro)
Arriviamo nel tardo pomeriggio a Nis, troviamo un parcheggio centralissimo e fuori dalle zone orarie a pagamento, facciamo un giretto serale in città, una visita a un supermercato e ci ritiriamo per cena. Al mattino prestissimo, finalmente con il sole (!!) facciamo un altro giro, qualche foto e poi ci mettiamo in viaggio per la Grecia.
Serbia, NisSerbia, NisNis, moderna e tradizionale
Macedonia, lago DoiranIl lago Doirani dalla parte macedoneCi fermiamo solo a Vranije in un supermercato, per spendere gli ultimi dinari che ci sono rimasti e per pranzo in Macedonia, poco dopo Sveti Nikole. Nel pomeriggio arriviamo alla frontiera dalla parte del lago Doirani, che però risulta essere un po’ deludente come paesaggio, cosi deludente che decidiamo di andare a pernottare sull’altro lago poco distante di Kerkini… eccezionale, ma questa è un’altra storia…

Conclusioni

Sono contento di aver scelto di evitare il traghetto, anche considerando il prezzo scontato di 600 euro che avevo trovato per camper e 3 persone. Alla fine abbiamo speso gli stessi soldi (contando il tragitto Atene – Trieste – Atene) vedendo molto di più. Certo, se avessi pagato anche le autostrade la cifra sarebbe salita di altri 270/280 euro…serbia_danuv_campingIl camping Dunav a Zemun (Belgrado)
Il viaggio è fattibilissimo, per chi ha fretta e/o se lo può permettere, facendo le autostrade si può fare tranquillamente in due giorni, con una sosta a Belgrado, magari anche pernottando all’ottimo campeggio Dunav.
Dedicando dai tre giorni in su per tratta, si fa senza problemi anche senza autostrade e con il tempo di fare un po’ i turisti 😉

Le Termopili (video)
Il lago di Kerkini, tra sogno e realtà
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6 thoughts on “Grecia – Italia e ritorno via terra

  1. Ciao anche io insieme alla mia famiglia siamo partiti verso la Grecia via terra,ma costa a costa da Triestre a Parga (Grecia)per essere precisa ,siamo passati dalla Slovenia,Croazia,Bosnia ancora una volta la Croazia,Montenegro,Albania (mal di testa) e finalmente la Grecia.ci si fermava ogni tanto per fare il bagno e.gordere della splendida vista Croata,anche montenegro é molto bella ed economica nei restauranti un po meno nei market gli autocamp sono altretanto economici ,il mal di testa é stata L’Albania per iniziare passando la dogana

    • Il viaggio che vorrei fare quest’anno (ultime 3 settimane di agosto) con la mia famiglia in camper è proprio quello che avete fatto voi. Mi frena un pò la paura che questi paesi non siano molto sicuri. Che cosa mi dite circa la sicurezza? A parte l’Albania che mi sembra molto differente dagli altri.
      Saluti
      Cristina

      • Noi abbiamo girato parecchio in tutta la zona dei balcani e devo dire che, pur non avendo mai sostato in campeggi, non abbiamo mai sentito di essere in “zona pericolosa”. Anche se si vede molta povertà, la gente è cordiale, aperta e ospitale. Per quanto riguarda la guida, Albania e Romania sono un incubo, nelle altre nazioni nessun problema. Seguendo il classico buon senso non dovreste avere nessun problema 🙂

  2. Albanese vicino a Skoder ci sono tantissimi zingari dopo aver visto panorami spettacolari Parlo di Croazia Montenegro ti ci ritrovi in un posto che sembra il.terzo mondo strade senza asfalto ,autisti pazzi che guidano in contro mano sorpassano anche da destra per me assasini veicolati mia figlia di 8 anni piangeva di vedere queste persone giocare con la vita altrui aveva tanta paura,mucche dappertutto nei giardini delle case ,per strada da sole oppure padroseguendo i loro padroni

  3. anche noi quest’anno, dopo vari anni via mare vogliamo raggiungere la grecia via terra, cercando di evitare i tratti autostradali. E’ fattibile o meglio l’autostrada?

  4. Ci apprestiamo a partire per il giro della Calcidica e anche noi come tanti andiamo via terra partendo dalla provincia di Torino.
    Ringrazio chi ha pubblicato il diario di viaggio prima di noi perchè è una ottima guida!
    Mi sto facendo un programma e direi sono più utili tutti questi diari che le migliori guide.
    Grazie ancora da camperista a camperista e spero in seguito di essere utile.
    Complimenti per il sito!

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