La penisola di Mani: Tenaro

Kokkinogia
maniIn questo secondo post scopriamo un angolino di mare da sogno a Porto Kayio, con area sosta offerta da una taverna in cambio di una consumazione e poi arriviamo fino al punto più a sud del Peloponneso, facendo una piacevole camminata per raggiungere il faro.

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Porto KayioNel post precedente eravamo rimasti a Lagia. Proseguendo sempre in direzione sud ancora 9 chilometri circa, si arriva al bivio che a sinistra porta verso Porto Kayio e a destra prosegue verso sud per arrivare a Marmari e al sito archeologico di Capo Tenaro. Già la vista dall’alto è un’ottima introduzione a quello che ci aspetta prendendo la discesa verso la baia di Porto Kayio…
Porto Kayio
Porto KayioPorto Kayio

Arrivando al porticciolo un cartello indica il parcheggio gratuito per i camper. In realtà il terreno appartiene alla taverna Porto e anche se non obbligatoria è gradita una consumazione, la posizione comunque è perfetta e il mare ha un colore da non crederci! [N 36.427084, E 22.486344]
Porto KayioPorto KayioPorto Kayio

Dall’estremità della spiaggia, parte un sentiero che in 5 minuti porta alla chiesetta di Agios Nikolaos.
Porto Kayio, Ag. Nikolaos ChurchPorto Kayio, Ag. Nikolaos ChurchPorto Kayio, Ag. Nikolaos Church
Porto Kayio, Ag. Nikolaos Church

MarmariTornando indietro al bivio, prendiamo la strada a sinistra per capo Tenaro. Dopo meno di un chilometro troviamo il bivio per Marmari. Belle spiagge, paese carino, ma la strada é molto stretta e ci sono poche possibilità per parcheggiare. Non lo consiglio, soprattutto ai mezzi più grossi.
MarmariMarmariMarmari

Proseguiamo invece a sud fino alla fine della strada. Poco prima di arrivare a Capo Tenaro, si passa di fronte al paesino Kokkinogia, ai piedi del quale si trova una spiaggia che sembra molto bella, ma raggiungibile solo in barca o seguendo un lungo sentiero che parte dal paese.
Kokkinogia

Arrivati al parcheggio di capo Tenaro [N 36.402434, E 22.486293], un bel cartello ci avvisa che è vietato il campeggio libero, e qui può anche essere vero perchè è considerato un luogo archeologico, per cui meglio non fare programmi di pernottarci.
Cape TenaroCape Tenaro

Sulla sinistra possiamo andare a visitare la caverna, considerata una delle porte dell’Ade, chiamata Hipnomandio, ovvero l’oracolo di Hypnus (sonno) dove non c’è praticamente niente da vedere, direi che è molto più impressionante l’insenatura con spiaggia sulla quale si trova.
Cape TenaroCape Tenaro

Prendendo invece il sentiero di fronte al parcheggio, si arriva ai resti della vicina chiesetta Asomaton costruita sulle rovine di un antico tempio di Poseidone utilizzandone le pietre. Divertente il fatto che all’interno si trovino, su un altarino improvvisato, varie offerte.
Cape Tenaro
Cape TenaroCape TenaroCape Tenaro

Tornati al parcheggio, prendiamo il sentiero sulla destra, che in tre quarti d’ora di passeggiata non impegnativa porta al faro. Dopo la prima discesa si incontra una insenatura dove molti si fermano per un bel bagno rinfrescante al ritorno.
Cape TenaroCape Tenaro

Poche centinaia di metri dopo si arriva ai mosaici romani, superati i quali il sentiero si avvicina alla costa con dei colori assurdi e poi si dirige verso il faro.
Cape TenaroCape Tenaro
Cape Tenaro
Cape Tenaro
Cape TenaroCape TenaroCape Tenaro

Cape TenaroEd ecco il punto più a sud della Grecia continentale e per poche decine di metri sarebbe potuto esserlo anche dell’Europa continentale…

Sotto l’impressionante vista sul sentiero del ritorno.
Cape Tenaro


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2 thoughts on “La penisola di Mani: Tenaro

  1. Brutta bestia il Mani! Oltre a sognarlo di notte, mi tocca tormentarmi anche di giorno….. Hai ripreso anche il mio camperetto a Tenaro! Ottimo lavoro (il tuo solito tocco magico)!
    Grazie, di cuore.

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