Ai confini dell’Europa : La lotta turca nell’olio

hilgia_bannerroussa_mapPer chi ha la fortuna di trovarsi ad assistere a uno dei due festival di lotta turca, o lotta nell’olio, che si tengono nel nord della Grecia, l’impressione è decisamente di aver superato i confini dell’Europa già da un pezzo… questa tradizione antichissima turco-persiana è rimasta anche in Grecia, come eredità dell’invasione ottomana.

pomaki_roussa01Un graffito datato attorno al 1000 a.C. nei pressi di RoussaGreece, Thrace, Evros, Roussa village where the 2007 Pomak festival was hostedGreece, Thrace, Evros, Roussa village where the 2007 Pomak festival was hosted.In questa zona del nord della Grecia, la Tracia orientale, si trovano una manciata di paesi abitati dai Pomacchi, una minoranza mussulmana che non ha mai avuto vita facile. Troppo turchi per essere greci e troppo greci per essere turchi…
Ogni anno, in agosto si tengono due festival con tornei di lotta nell’olio, lo sport nazionale turco chiamato Yağlı Güreş. Il primo incontro si tiene nella località Hilia (o Hilgia), un altipiano a una ventina di chilometri da Roussa, all’inizio del mese e il secondo a fine mese, nella località Alan Tepe, a 5 chilometri da Kato Virsini. Le date non sono fisse, cambiano ogni anno secondo il calendario mussulmano e l’unico modo di sapere quando saranno è di chiedere una volta in zona. Se ho capito bene il festival di Hilgia combacia con il primo fine settimana di agosto, però non lo do per certo. Devo ammettere che pur parlando greco e inglese correntemente la comunicazione con gli abitanti di Roussa è stata pressoché impossibile! Comunque con un po’ di spirito di avventura ce la si può cavare, anche se la sensazione di essere visti come degli intrusi è piuttosto forte. Fidandoci però del fatto che l’ospite è sacro sia per i mussulmani che per i greci, abbiamo parcheggiato il camper appena prima della piazzetta del paese e lì abbiamo dormito senza nessun problema. La mattina dopo siamo andati, seguendo il flusso di macchine a Higlia (non esiste su nessuna cartina) per seguire gli incontri di lotta. Qualche centinaio di metri prima di arrivare, un blocco stradale improvvisato ci ferma per farci pagare il biglietto di ingresso, che per qualche strano motivo non pagavano tutti… però devo dire che la cifra era simbolica e che il biglietto era ufficiale, stampato a norma di legge.

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Musica e danze, lingua ufficiale il turco, la festa ha inizio sotto lo sguardo attento dell’Agha, il padrone della festa. I partecipanti al torneo, chiamati pehlivani, indossano dei pantaloni di pelle nera chiamati kispet, caratteristici di questo sport e per prepararsi si versano addosso litri d’olio d’oliva prima di cominciare a scaldare i muscoli.

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Le gare cominciano con i più piccoli per arrivare nel primo pomeriggio ai pesi massimi. Gli incontri vanno a eliminazione e lo spettacolo è decisamente avvincente. I partecipanti sono non solo greci, ma anche turchi e bulgari e si va avanti fino a che non rimane l’ultima coppia ad affrontarsi per il titolo.
Siccome l’olio non permette di fare prese tradizionali, l’unico appiglio che rimane sono i pantaloni dell’avversario e questo crea delle prese un po’ “inconsuete”, ma assolutamente ammesse dalle regole di questo sport.

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